Parliamo di Comfort Food

My number one elixir for anxiety? Comfort food. 

Katie Lee

 

Comfort food ,è una definizione che negli ultimi anni sentiamo di frequente , è impossibile descrivere a pieno di cosa si tratti . E’   “cibo di conforto ” , che cambia a seconda del nostro umore , delle nostre tradizioni dei nostri gusti . Per la maggior parte delle persone ( me compresa ), la maggior parte dei cibi considerati “comfort food” sono nascosti nei ricordi della nostra infanzia . Per noi Italiani si tratta spesso di pasta fatta in casa fatta con incredibile amore, secondi piatti tipici e il famoso piatto tradizionale, che cambia da città in città  sinonimo di appartenenza , sempre associato a qualche festeggiamento .

Crescendo molti di noi hanno lasciato la propria città natale ,viaggiato per il mondo , scoperto novità gastronomiche eccezionali ,molto spesso così distanti dalle nostre tradizioni da incuriosirci e spaventarci allo stesso tempo. 

Io sono sempre stata una curiosa viaggiatrice culinaria . Ho iniziato nella mia infanzia con i libri di cucina , casa mia ne era piena .Mio padre , molto più propenso a viaggiare attraverso i libri che nella realtà ,è particolarmente attratto dalla cucina asiatica.Nel corso degli anni ha riempito casa con ricettari provenienti da tutto il mondo orientale e non solo . Ricordo che la sera dopo cena , prendevo uno di questi libri e li sfogliavo , leggendo di tradizioni culinarie secolari e sapori mai provati prima . La curiosità era tanta che spesso ,cercavo di riprodurre le ricette ,anche a modo mio ,sostituendo gli ingredienti più esotici con combinazioni azzardate dei prodotti che avevo in casa .

Così lontano e così vicino

Il Ramen mi ha sempre incuriosito .Le sue origini risalgono alla Cina , ma si tratta di un piatto comunemente consumato anche in Giappone .Si tratta molto semplicemente di spaghetti in brodo , conditi con carne ( ma volendo anche pesce) arricchito con verdure ,zenzero, alghe , tofu ,miso ,salsa di soia .Tutti prodotti che non sarei mai riuscita a reperire così facilmente a Cosenza nella mia adolescenza .Decisi quindi all’epoca che non avrei mai preparato un piatto di Ramen se prima non ne avessi assaggiato uno originale. E così feci .

Sarà stata forse la trepidante attesa , ma ricordo che la prima “bowl” di Ramen fumante che assaggiai mi sembrò eccezionale . Così calda ,confortante , profumata ,lontana dalle tradizioni culinarie della mia terra ma allo stesso tempo rassicurante e delizioso come se fosse stato preparato da mia nonna .Inutile dire che questo cibo esotico ,nato dall’altra parte del mondo si è classificato in cima alla mia lista di ” Comfort Food ” .Semplice Magia.

Ramen Station

Nel cuore di Milano oggi si trovano moltissimi locali specializzati in Ramen , è diventato tanto facile da reperire quanto una “pizza napoletana” . Per quanto mi piaccia sperimentare sempre nuovi locali e provare le diverse varianti dei miei piatti preferiti , da almeno tre anni la mia “Ramen House ” preferita si chiama ” Ramen Station ” . A soli 3 minuti da casa mia . Quando il destino ti viene incontro eh?

L’atmosfera è calda e accogliente , ti senti quasi coccolato come se fossi a casa . Il personale è molto giovane e multietnico , sempre disponibile e cordiale . L’ultima volta che io e Raf abbiamo deciso di cenare a base di Ramen ho dovuto “dichiarare ” la mia gravidanza , ( un ‘accortezza che consiglio a tutte le ragazze che come me non hanno avuto la toxoplasmosi ) .La cameriera molto disponibile ha controllato tutti gli ingredienti dalla cucina e con calma e qualche dubbiosa risata abbiamo selezionato i più adatti e scartato quelli che suonavano rischiosi !